Infiorata di Noto

Ogni terza domenica di maggio, una volta l’anno, accade che il cuore della città, il giardino di pietra nella definizione del critico Cesare Brandi, diventi un recinto vivo, pullulante di gente all’opera, e si vesta a festa con i profumi e i colori dei fiori. È l’Infiorata: evento che rende omaggio all’inebriante voluttà dei fiori, concessione all’effimero che trionfa, nel volgere di 4 giorni, in bozzetti ispirati di anno in anno a temi diversi, dalla mitologia all’architettura, e tessuti con i petali dei fiori. Un lungo tappeto profumato, in quei giorni, si sciorina e corre lungo la famosa via Nicolaci, sotto le chimere, le sirene, i leoni rampanti, i putti che occhieggiano con estatico stupore dai mensolone panciuti dell’omonimo palazzo.

Un disegno riempito con petali di fiori che gioca, nelle assonanze o nei contrasti cromatici dei toni del rosso, del bianco, del giallo, con il miele rosato della pietra, con le architetture svettanti e mosse di quel Barocco visionario e magico che rende questa città l’espressione più compiuta ed alta di una civiltà di uomini illuminati che seppe reinventarsi secondo inediti canoni di bellezza all’indomani di un terribile terremoto che distrusse le città del Val di Noto nel 1693. La tradizione dell’Infiorata è recente, risale al 1980, da una felice intuizione che immaginò questo matrimonio fra fiori e pietre. Ma notevole è stata la sua fortuna e la capacità di attrarre un turismo che si rivela sempre più esigente e consapevole nella scelta di questo itinerario in questa data stagione dell’anno.

Grande è il fermento degli infioratori in quei giorni, impossibile non essere coinvolti dalla loro concentrata passione, da una intenta perizia che negli anni é diventata maestria.

Si comincia dal pomeriggio del giovedì, quando al tramonto ogni associazione stende sullo spazio assegnato, nei lastroni di lava della via nobile, il proprio bozzetto. Ma è nella giornata del venerdì che l’Infiorata si svela, quale esaltante work in progress fra le attese e le scommesse dei tanti visitatori. A chi, quest’anno, andrà la palma della vittoria? Si lavora di notte, la città non spegne i riflettori, ma chini sulla propria creazione, i petali tra le mani, la fatica sul volto. Attenti ad ogni dettaglio, gli infioratori non lasciano nulla al caso.

È l’alba del sabato: forme, sagome morbide, volute, chiaroscuri, linee rette si stagliano vibranti sul fondo scuro della strada e catturano gli occhi dei primi avventori. Esplodono i colori contro il cielo smaltato, stordiscono i profumi. Come ogni anno la magia si ripete. Via Corrado Nicolaci è la via dove nasce l’infiorata: l’impatto emotivo è fortissimo, un susseguirsi di “tele dipinte con fiori” nella via più affascinante della città. Dove la chiesa di Montevergini in alto si contrappone al palazzo del Principe di Nicolaci.

Sedici grandi quadri, inspirati da una tematica ogni anno differente e realizzati con i petali di fiori… Ecco l’infiorata di Noto!

Uno degli eventi più importanti dell’intera Sicilia. Nel tempo, all’infiorata di via Nicolaci, si sono affiancati alcuni eventi collaterali. Come il Corteo Barocco, una rievocazione dei fasti delle famiglie che hanno reso grande la città barocca per eccellenza!

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